SUBITO DISPONIBILE !!!
NOW AVAILABLE!!!

PASSION PLAYERS
il nuovo cd dei Mother goose

registrato e mixato tra settembre e dicembre 2002
da Alberto Macerata e Mother Goose
presso lo studio d&b soundstation a Bricherasio (TO)
masterizzato da Claudio Giussani presso studio Nautilus (MI)

prodotto da Stefano Camusso

special thanks to :
Guido Rossetti per la preziosa collaborazione - Alberto Macerata -
Carlo Macerata - Alessandro Bruno - Valerio Boeris - Massimo Trabucco -
Gigi Severina - Marco Ventriglia - Claudio Giussani - Francesca Cominelli -
il Nautilus - Stefania - Eric Galbiati - Aldo Tagliaferro (the president)& Itullians -
Matteo di Musicarea - Loredana - Ermanna - Michele Pace - Enzo Bianciotto -
Fausto Manavella - Fred - la sala prove di Tony - Mario e Rosella - Rosy e Florido per la gentile concessione del tavolo - Enrico Noello - Luca Martinasso -
studio tecnico ACC - Zia Pia - Musica e dintorni - Topesio -
Jimmy e radio Beckwith - Capoloira -groovin - tutti quelli che hanno sopportato
Bruno per trent’anni di firulìfirulà -
i mitici: Clive Bunker, Glenn Cornick, John Evan, David Palmer, Johnatan Noyce
Jethro Tull e Ian Anderson
e tutti coloro che seguono i nostri concerti...

foto di Enrico Noello e Mother Goose
progetto grafico di Stefano Camusso
testi di Guido Rossetti
traduzioni di Robert Mongiello



STEFANO CAMUSSO piano, tastiere (keyboards
BRUNO GALBIATI flauto e cornamusa (flute - bag pipe)
ROBERT MONGIELLO chitarre (guitars)
GIORGIO SANTIANO voce (lead vocals)

ALESSANDRO VACCA batteria & percussioni (drums)
ANTONINO VACCA basso (bass guitar)

with
Guido Rossetti - cori (back vocals)


 

SET LIST

1.BLACK SUNDAY 5.50 2.FOR A THOUSAND MOTHERS 3.45 3.AQUALUNG 6.58 4.BOUREE 3.51 5.WITH YOU THERE TO HELP ME 3.29 6.THICK AS A BRICK 7.51 7.HYMN 43 1.46 8.MOTHER GOOSE 3.48 9.KELPIE 3.47 10.HUNTING GIRL 5.27 11.LIFE IS A LONG SONG 3.27 12.MINSTREL IN THE GALLERY 3.51 13.MY GOD 7.47 14.PASSION PLAYERS 3.15


La registrazione di "Passion players" è per noi un punto di arrivo.
E' la conclusione dei primi tre anni di vita di un progetto musicale a cui abbiamo dedicato davvero tante energie e sul quale sicuramente il destino ha impresso la sua orma.
Consideriamo, infatti, una forunata casualità il fatto che sei musicisti diversi come noi si siano incontrati e abbiano scoperto di avere un comune denominatore: l'amore per la musica dei Jethro Tull.
La nostra storia diventa ancora più peculiare se pensiamo che tutto ciò è avvenuto così facilmente in una cittadina di 35mila abitanti e nei suoi dintorni, in un'area grande come alcuni quartieri di Torino, non a Seattle o a Londra dove fondare un gruppo simile è certamente più facile che a Pinerolo.
Per la cronaca, prima dei Mother goose, nessuno di noi è stato un membro di una cover-band né desiderava diventarlo.
Avevamo esplorato ambiti musicali eterogenei e lontanissimi tra loro, dal jazz all'hard-core punk, dalla canzone d'autore al demenziale e sempre in gruppi che proponevano composizioni proprie.
Sia esteticamente che come background ci differenziamo dall' icona classica del "Jethromane", infatti abbiamo avvertito l'esigenza, in questo Cd, di proporre il nostro approccio personale, quasi "ruspante" alla musica della band di Blackpool e coniugarlo con esecuzioni e arrangiamenti il più possibile curati. Insomma, dovendo indicare un' obiettivo da raggiungere con questa incisione, possiamo dire che se "Passion players" riuscirà a trasmettere entusiasmo, freschezza e, al contempo, compattezza e pulizia ne saremo felici e lo riterremo un risultato di enorme valore.
Oggi proseguiamo nel nostro cammino atipico fatto di suonate vicine e lontane, di ore piacevolmente rubate al lavoro o ad altri impegni per provare in cantina, imparare, riarrangiare pezzi, ampliare il repertorio, ma lo facciamo con uno spirito diverso, con delle nuove aspettative, con 14 tracce di pura passione da proporre, con un "Passion players" in più nel motore.
Puo' darsi che qualcuno trovi la nostra rilettura poco fedele, "strana" o addirittura irriverente ; è un rischio che vogliamo correre certi che molti di voi apprezzeranno alcune scelte stilistiche che, perdonateci l'immodestia, riteniamo coraggiose.
Qualunque sia la risposta andremo avanti ad esplorare, con l'entusiasmo di sempre, quell'inesauribile bacino di idee musicali che è scaturito dalla fervida mente di Ian Anderson e soci.
Dedicato a tutti coloro che hanno i Jethro Tull nel cuore con la speranza di incontrarli presto sotto il palco !!



………….………….sì, lo ammetto, nel presentare questo disco sono spudoratamente di parte.
Dei Mother goose ho fatto parte come membro effettivo per due anni per cui aspettatevi un approccio da "tifoso" oltre che da sincero appassionato.
Ciò che mi ha colpito dal primo ascolto è la volontà di personalizzare anziché riprodurre fedelmente, una musica singolare come quella dei Jethro.La capacità di vederne la musica da angolazioni diverse indica che i sei "Jethrofili" piemontesi hanno raggiunto la maturità strumentale necessaria per proporre un coverismo davvero sopra le righe.
D'altra parte una passione sincera si vive con coraggio e davvero coraggiose sono ,ad esempio "Black Sunday" il cui inizio acustico è quasi spiazzante o il medley finale "The third hoorah/The whistler" gradevole ed inaspettato senza dimenticare una versione di "With you there to help me" eterea e disperata.
Nell'ascoltare il Cd i classici si susseguono e mostrano un telaio ritmico possente e preciso che accoglie i "ricami" dei vari solisti che si alternano al centro della ribalta a dimostrazione che, anche in musica, il gioco di squadra paga.
Interessante la volontà di proporre anche canzoni meno gettonate, "For a thousand mothers", "Hunting girl" o "Kelpie" sono tappe di un percorso inusuale che I ragazzi hanno precedentemente esplorato dal vivo.
Anche il lato "accademico" trova il suo spazio in questo lavoro, canzoni come "Aqualung", "Boureè" o "Life's a long song" sono suonate con la devozione che ciascuno di noi comprensibilmente si aspetterebbe.
Dopotutto il lato incondizionatamente "tribute" fa parte del patrimonio genetico di una cover band ed è plausibile che faccia capolino in quei classici che i fan più devoti non vogliono vedere "profanati".
"Passion players" è , in definitiva, un lavoro che trasuda entusiasmo, compattezza e freschezza ; tutte sfumature sulle quali riluce l'ispirazione della "casa madre", quella stella polare chiamata Jethro Tull che indica la via a tutti gli Anderson-coveristi della terra.
Non mi resta che augurarvi un buon ascolto………………….

guido


Recording "Passion Players" is our point of arrival.
It is the closing of the first three years of a musical project where we really have committed a lot of energy and where fate has certainly engraved its traces.
As a matter of fact, we believe that the meeting of six musicians like us was a lucky coincidence as well as the fact of finding out that we all have one common attribute: the passion for Jethro Tull music.
Our story is even weirder when we think of how everything turned out so easily in a town with population of 35 thousand with its surrounding area and not in a huge area like some Turin neighbourhoods and not in Seattle or London where setting up a band like ours is certainly easier than in Pinerolo.
For the record, before Mother Goose, none of us used to be part of a cover band nor did we wish to be part of one.
We have probed into mixed musical circles, very distant from each other: from jazz to hard-core punk, from songwriter music to blues, and always in bands writing our own music.
From both an aesthetic and background point of view, we are marked as different from the classical "Jethro Tull maniac" icon. As a matter of fact, we felt the need - in this CD - to present our personal approach - almost "genuine" - to the music of the Blackpool band and combine it with the most painstaking performances and arrangements. In other words, if we were to point towards a target to be reached through this recording, we can say that, if "Passion Players" will be able to convey enthusiasm, freshness and - at the same time - unity and cleanliness, we will be glad about it and consider it as a huge achievement.
Today, we are going on our atypical way made up of far and near gigs and hours pleasantly stolen from work or other commitments in order to practice in our basements, learn, rearrange songs and extend our song list; but we do it with a different spirit, with new outlooks, with 14 tracks of pure passion to offer, with an extra "Passion Player" in our engine.
Perhaps someone may find our second reading a bit inaccurate, "weird" or even disrespectful; we want to take this leap in the dark aware of the fact that many of you will appreciate a few stylistic choices that - forgive our impudence - we think are brave.
Whatever the answer may be, we will keep on exploring - with our customary enthusiasm - that endless supply of musical ideas that have sprung out of Ian Anderson and Co.'s fervent minds.
Dedicated to those who have Jethro Tull in their hearts in the hope of meeting them at our gigs!!



……………………..Yes, I admit, as I present this CD, I will shamelessly show favoritism.
I was an actual member of Mother Goose for two years so don't be surprised about my approach as a real "supporter" and a true buff.
What struck me most when listening to it the first time was the intent to personalize - instead of accurately copying - such singular music like that of Jethro Tull. The ability to see this music from different viewpoints shows that the six "pro-Jethro Tull maniacs" from Piedmont, Italy have reached the instrumental music matureness needed to offer remarkable cover-music.
On the other hand, a true passion is lived through with fearlessness and what's extremely fearless and almost wrongfoots us - for instance - is "Black Sunday" with its acoustic intro or the final medley "The third hoorah/The whistler", enjoyable and unexpected and, by all means, a heavenly and desperate version of "With you there to help me".
When listening to the CD, the classics follow one another showing a powerful rhythmical frame that receives the "laceworks" of different soloists who interchange coming to the forefront and showing that, when it comes to music, teamwork pays.
It is interesting to notice the intent to present lesser popular songs such as "For a Thousand Mothers", "Hunting Girl" or "Kelpie"; stages of an unusual course that the boys have previously scanned by playing live.
Even the "academic" aspect fits in this work; songs like "Aqualung", "Boureè" or "Life's a long song" are played with such devotion that each one of us would intelligibly expect.
After all, the unconditionally "tribute" aspect is part of the genetic heritage of a cover band and thus, checking out classics that most devoted fans do not want to see "violated", is acceptable.
All in all, "Passion players" is a work that oozes with enthusiasm, unity and freshness; these are all hints that shine with inspiration of the "parent company", that North Star called Jethro Tull that shows the way to all the Anderson-cover band musicians in the world.
There's just one thing left to say: enjoy the CD……………...

Guido